
Alfredo Bini
- Nascita
- 12 dicembre 1926
- Morte
- 16 ottobre 2010
- Luogo di nascita
- Livorno, Tuscany, Italy
Nel 1960 fonda la casa di produzione Arco Film, che inizia la propria attività con Il bell'Antonio, diretto da Mauro Bolognini, tratto dall'omonimo romanzo di Vitaliano Brancati. Lo stesso Ministro del turismo e dello spettacolo Alberto Folchi tenta di dissuadere Bini dall'affrontare un argomento a rischio di polemiche come quello dell'impotenza maschile.[1] In questa prima fase della propria carriera, Bini si concentra soprattutto sul film d'autore, facendo esordire nel 1961 Pier Paolo Pasolini con Accattone, e producendo tutti i suoi film fino a Edipo re del 1967. I temi religiosi affrontati dall'autore in La ricotta e Il Vangelo secondo Matteo provocano tentativi di censura, che il produttore affronta con fermezza, sicuro delle proprie scelte. Quando nel 1969 il Satyricon di Gian Luigi Polidoro viene accusato di oscenità, Bini risponde addirittura pubblicando Appunti per chi ha il dovere civile, professionale e politico di difendere il cinema italiano, un «pamphlet contro la repressione oscurantista del cinema».
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In realtà, quando produce Satyricon, Bini ha già abbandonato la politica produttiva più coraggiosa, innovativa e di ricerca che ha portato avanti per quasi un decennio, a favore di un cinema alla moda, provocatorio in modo superficiale e innocuo, non problematico. Questo profondo cambiamento è ben rappresentato dalla fine del rapporto con Pasolini ("l’ho abbandonato quando ho cominciato a sentire odore di morte" dichiarò in un'intervista) e dall'ultima produzione della Arco Film (e prima della Finarco, attiva fino al 1973), Bora Bora di Ugo Liberatore, esempio perfetto del genere erotico di ambientazione esotica. Contemporaneamente all'attività con la Finarco, Bini costituisce anche altre due società minori, la Gerico Sound (1969-1975) e la Nuova Linea Cinematografica (1970-1974).
A questa seconda fase della sua carriera appartengono i film diretti da Ugo Liberatore e da Piero Vivarelli (Il dio serpente, Il Decamerone nero, Codice d'amore orientale). L'unica produzione di un livello paragonabile al periodo Arco è Lancillotto e Ginevra di Robert Bresson. Il 6 agosto 1994 viene nominato commissario straordinario del Centro sperimentale di cinematografia. Rimane in carica fino al 31 dicembre 1995. Il 28 novembre 2008, in gravi difficoltà economiche, gli viene assegnato il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli. Muore il 16 ottobre 2010 all'ospedale di Tarquinia, dov'era ricoverato da alcuni giorni.
Biografia fornita da TMDB
Produzione 30
Velluto nero1976
In esameLa ragazza con gli stivali rossi1974
In esameLancelot du Lac1974
In esameNoa Noa1974
In esameLo chiamavano mezzogiorno1973
In esameIl decamerone nero1972
Ecologia del delitto1971
In esameLa grande scrofa nera1971
In esameIl dio serpente1970
In esameScacco alla regina1969
In esameSimón Bolívar1969
In esameSatyricon1969
In esameL'avventuriero1967
In esameEdipo re1967
In esameIl grande colpo di Surcouf1966
In esameLa strega in amore1966
In esameEl Greco1966
In esameUccellacci e uccellini1966
In esameSurcouf, l'eroe dei sette mari1966
In esameLa mandragola1965
In esameSopralluoghi in Palestina per il vangelo secondo Matteo1965
In esameComizi d'amore1965
In esameIl vangelo secondo Matteo1965
In esameLa corruzione1963
In esameRo.Go.Pa.G. - Laviamoci il cervello1963
Mamma Roma1962
In esameA cavallo della tigre1961
In esameAccattone1961
In esameLa viaccia1961
Il bell'Antonio1960
